Intervento del Sindaco Renzo Cancelli          

Sig. Sindaco del Comune di Pico
Sig. Sindaco del Comune di Isola del Liri
Sig. Sindaco del Comune di Sora

Intervento del Sindaco 28/05/2004


Gentilissimi ospiti
Carissimi concittadini,


“Raccolta di poesie”


     E’ motivo di grande soddisfazione trovarmi con voi questa sera a fare festa a Don Domenico Ferri, il nostro concittadino che dal 26 giugno 1966 è l’ultimo sacerdote originario di Pescosolido.
      Sono quasi trentotto anni che Don Domenico fa il prete, anzi è prete fin nel più profondo del suo essere umano, tanto che ci è impossibile pensare a Don Domenico se non come prete.
      Non è il caso di ripercorrere la strada fatta dal sacerdote Don Domenico, perché è arcinoto, non solo alle persone più anziane, ma anche ai giovanissimi.
      Penso che sia il caso però di vedere la figura di Don Domenico prete dalla quale appare, come in una trasfigurazione, il Don Domenico poeta.
     
Si, noi siamo qui per un evento culturalmente rilevante com’è quello della presentazione di una raccolta di poesie.
      Non è possibile però separare l’aspetto della cultura da quello della vita di Don Domenico.
      Altri dopo di me e più esperto di me entrerà nel vivo della poetica di Don Domenico, io vorrei timidamente sollevare un lembo del velo e sbirciare qualcosa del mondo interiore che è l’humus di quanto ci è offerto nella raccolta.
      C’e’ un elemento che balza evidente in tutte le poesie, il suo radicamento nella corrente d’amore che parte da lontano.
     
Non svelo nessun segreto se affermo che le coordinate della vita di Don Domenico, sono state due: la prima è la chiamata ad essere sacerdote, e la seconda è la scoperta dell’Opera di Maria, in altre parole del Movimento dei Focolari.
      La caratteristica intonazione focolarina è una costante in tutta l’opera di Don Domenico, è la sua anima, il suo tutto.
      Un uomo con una grande passione per la fraternità universale;
      Per lungo tempo, Don Domenico, si è speso ad Isola del Liri per il dialogo ecumenico tra cattolici ed evangelici per anni costretti all’isolamento e alla diffidenza reciproca.
      Cattolici ed evangelici che pur riconoscendosi nella figura di Cristo per anni hanno vissuto separati da una recinzione di ferro che solo Don Domenico è riuscito ad aprire.
      Un fatto storico, che non voglio menzionare per onorare l’opera di Don Domenico, quanto per stimolare l’assemblea a riflettere sulla capacità di ognuno di saper cambiare le sorti della nostra gente, delle nostre comunità.
     
Don Domenico, grazie al grande amore che nutre per Chiara Lubich, ha saputo spendere tutta la sua missione pastorale e sacerdote in favore dell’unità dei cristiani a cominciare da quelli a lui più vicini, fino a toccare l’intera comunità circostante.
      Grazie Don Domenico, quindi, non solo per il tuo contributo artistico e poetico, grazie per l’opera grande che hai costruito e vuoi far crescere ancora.
     
La tua passione per la poesia è spontanea, è il frutto del tua grande amore per ciò che è bello, e noi sappiamo tutti, che la Bellezza dell’Essere si riassume solo in Dio.
      Ho avuto modo di conoscere Chiara. Anch’io da quando l’ho conosciuta sto sperimentando la Bellezza dell’Amore per l’altro a cominciare dai vicini più prossimi.
      Solo se teniamo presente questa sorgente, possiamo tentare di dissetarci alle acque cristalline che da lì fluiscono, o, se preferite, possiamo riscaldarci alle vampate di fuoco che emanano dal suo contatto con l’amore divino.
      Questo ho notato nell’opera di Don Domenico, la sua passione per la grazia di Dio, la sua infatuazione per la bellezza della Madonna, la sua ricerca di tutte le cose belle che ci avvicinano al mondo di Dio.
      Godiamo allora di questa ricchezza spirituale che vi viene profusa e ringraziamo Dio per aver creato tante cose belle e buone per la nostra felicità, e ringraziamo Don Domenico che ce le ha fatte gustare in modo così intimo ed emozionante.
      Un ultimo accenno sull’aspetto culturale.
      L’adesione a Dio di cui Don Domenico ci da un esempio vivente, non è soltanto un atteggiamento affettivo, privo di contenuto, ma è anche un pensiero, un modo di vedere l’universo, un modo di godere l’universo.
      Cogliere la conformità del proprio pensiero con la parola creatrice di Dio significa entrare sempre più nell’intimità trinitaria da un lato, e dall’altro portare nel flusso della storia umana i riflessi di quel bagliore di verità di cui l’uomo è sempre assetato ricercatore.
      E’ riuscito Don Domenico con la sua vita e con la sua opera a farci intravedere quel mondo divino?
      Si, per la sua parte, e questo vuol dire progresso e affinamento della vera cultura.
Grazie, e tanti auguri.

Renzo Cancelli